24. Patrimonio netto

Il Patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2011 diminuisce di 201 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2010, principalmente per effetto della Scissione (4.533 milioni di euro), della variazione negativa dovuta al pagamento dei dividendi di Fiat S.p.A. per 152 milioni di euro, della variazione negativa derivante dall’esercizio della UST Call Option per l’acquisizione del 6,031% (su base diluita) di Chrysler e dall’acquisizione della quota partecipativa in Chrysler dell’1,508% (su base diluita) dal governo Canadese (complessivi 509 milioni di euro). Tali variazioni negative sono state parzialmente compensate dall’iscrizione delle interessenze di pertinenza di terzi di Chrysler per 3.112 milioni di euro avvenuta alla Data di acquisizione del controllo (si veda il paragrafo – Partecipazione Chrysler) e dall’utile del periodo per 1.651 milioni di euro.

Capitale sociale

Al 31 dicembre 2011 il Capitale sociale di Fiat S.p.A. interamente versato ammonta a 4.466 milioni di euro (6.377 milioni di euro al 31 dicembre 2010).
Per effetto della Scissione, in data 1° gennaio 2011 il capitale sociale di Fiat S.p.A. è stato ridotto di 1.913 milioni di euro attraverso la riduzione del valore nominale unitario delle azioni Fiat S.p.A. di tutte le categorie, da 5 euro per azione a 3,5 euro per azione. Tale riduzione del valore nominale delle azioni Fiat S.p.A. è conseguenza dell’emissione senza corrispettivo di azioni di Fiat Industrial S.p.A., il cui valore nominale è pari a 1,5 euro per azione, emesse in numero uguale a quello delle azioni di Fiat S.p.A. esistenti alla data della Scissione nel rapporto di 1 a 1 ed assegnate agli azionisti di Fiat S.p.A.

Il capitale sociale di Fiat S.p.A. è così costituito:

(n. di azioni) Al 31 dicembre 2011 Al 31 dicembre 2010
Azioni ordinarie 1.092.680.610 1.092.247.485
Azioni privilegiate 103.292.310 103.292.310
Azioni di risparmio 79.912.800 79.912.800
Totale azioni emesse 1.275.885.720 1.275.452.595

La seguente tabella mostra la riconciliazione tra il numero delle azioni Fiat S.p.A. in circolazione al 31 dicembre 2009 ed il numero delle azioni in circolazione al 31 dicembre 2011:

(numero di azioni in migliaia) Al 31
dicembre
2009
Aumento di
capitale
(Acquisti)/
Vendite
di azioni
proprie
Al 31
dicembre
2010
Aumento di
capitale
(Acquisti)/
Vendite
di azioni
proprie
Al 31
dicembre
2011
Azioni ordinarie emesse 1.092.247 - - 1.092.247 434 - 1.092.681
Meno: Azioni proprie ordinarie (38.568) - - (38.568) - - (38.568)
Azioni ordinarie in circolazione 1.053.679 - - 1.053.679 434 - 1.054.113
               
Azioni privilegiate emesse 103.292 - - 103.292 - - 103.292
               
Azioni di risparmio emesse 79.913 - - 79.913 - - 79.913
               
Totale Azioni emesse da Fiat S.p.A. 1.275.452 - - 1.275.452 434 - 1.275.886
Meno: Azioni proprie (38.568) - - (38.568) - - (38.568)
Totale Azioni Fiat S.p.A. in circolazione 1.236.884 - - 1.236.884 434 - 1.237.318

Nel corso del 2011, il numero di azioni ordinarie emesse da Fiat S.p.A. è aumentato di n°433.125 azioni ed il valore del capitale sociale è aumentato di 2 milioni di euro per effetto dell’esercizio di opzioni a valere sul piano di stock option del novembre 2006 concesso ai manager.

Con riferimento al capitale sociale si segnala inoltre che il 22 febbraio 2012 il Consiglio di Amministrazione di Fiat S.p.A., confermando quanto deliberato in data 27 ottobre 2011, ha proposto all’Assemblea Straordinaria degli azionisti, convocata in data 4 Aprile 2012, la conversione delle azioni privilegiate e di risparmio della società in azioni Fiat S.p.A. ordinarie nel rapporto di 0,850 azioni ordinarie per ciascuna azione privilegiata e di 0,875 azioni ordinarie per ciascuna azione di risparmio. Le azioni privilegiate e le azioni di risparmio conserveranno tutti i diritti economici a valere sull’esercizio 2011. Le azioni ordinarie emesse a seguito della conversione avranno godimento 1° gennaio 2012. Tali proposte saranno sottoposte all’approvazione delle Assemblee Speciali degli azionisti privilegiati e di risparmio, convocate per il 2 e il 6 aprile, in prima e in seconda convocazione. Nel caso in cui ciascuna delle conversioni proposte venga approvata dall’assemblea straordinaria, nonché dalla rispettiva assemblea speciale, è riconosciuto ai titolari di azioni privilegiate e di risparmio che non abbiano concorso all’adozione delle relative deliberazioni (ossia gli azionisti assenti, dissenzienti o astenuti) il diritto di recesso da esercitarsi entro quindici giorni dalla data di iscrizione di tali deliberazioni nel Registro delle Imprese. Il valore di liquidazione che sarà riconosciuto alle azioni per il caso di esercizio del diritto di recesso è pari a 3,317 euro per ciascuna azione privilegiata e pari a 3,458 euro per ciascuna azione di risparmio. Detti valori corrispondono, ai sensi della normativa vigente, alla media aritmetica dei prezzi di chiusura registrati sul mercato di Borsa Italiana nei mesi precedenti la pubblicazione dell’avviso di convocazione. Ciascuna delle proposte avrà efficacia, anche indipendentemente dall’altra, solo a condizione che l’esborso a fronte dell’eventuale esercizio del diritto di recesso da parte dei relativi azionisti non sia superiore a massimi 56 milioni di euro per le azioni privilegiate e massimi 44 milioni di euro per le azioni di risparmio. Di conseguenza l’esborso dell’esercizio del diritto di recesso non potrà essere superiore a 100 milioni di euro complessivi.

Nel caso la conversione di una o entrambe le categorie di azioni sia approvata, il valore nominale unitario delle azioni verrà aumentato. Il nuovo valore nominale sarà determinato nell’ammontare risultante dalla divisione tra il capitale sociale ed il numero di azioni emesse alla data di efficacia delle conversioni, arrotondato al centesimo di euro superiore mediante utilizzo della Riserva Sovrapprezzo Azioni per un importo non eccedente 10,9 milioni di euro. Di conseguenza il valore nominale unitario delle azioni ordinarie sarà pari a euro 3,58 (dall’attuale euro 3,50), qualora si proceda alla conversione di entrambe le categorie di azioni; il valore nominale unitario delle azioni ordinarie e di quelle di risparmio sarà pari a euro 3,55 (dall’attuale euro 3,50), qualora si proceda alla conversione delle sole azioni privilegiate; il valore nominale unitario delle azioni ordinarie e di quelle privilegiate sarà pari a euro 3,53 (dall’attuale euro 3,50), qualora si proceda alla conversione delle sole azioni di risparmio.

Per effetto della sopra citata riduzione del valore nominale unitario delle azioni di tutte le categorie determinato dalla Scissione, gli importi relativi ai privilegi spettanti alle diverse categorie di azioni in sede di distribuzione dei dividendi sono stati proporzionalmente adeguati. In particolare gli utili netti risultanti dal bilancio d’esercizio di Fiat S.p.A. attualmente sono così destinati:

  • alla riserva legale il 5% fino a che questa non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale;
  • alle azioni di risparmio fino a concorrenza di euro 0,217 per azione;
  • ad ulteriore accantonamento a riserva legale, alla riserva straordinaria e/o ad utili portati a nuovo eventuali assegnazioni deliberate dall’Assemblea;
  • alle azioni privilegiate fino a concorrenza di euro 0,217 per azione;
  • alle azioni ordinarie fino a concorrenza di euro 0,1085 per azione;
  • alle azioni di risparmio e ordinarie in egual misura un’ulteriore quota fino a concorrenza di euro 0,1085 per azione;
  • a ciascuna delle azioni ordinarie, privilegiate e di risparmio in egual misura, gli utili che residuano di cui l’Assemblea deliberi la distribuzione.

Quando in un esercizio sia stato assegnato alle azioni di risparmio un dividendo inferiore a 0,217 euro, la differenza è computata in aumento del dividendo privilegiato loro spettante nei due esercizi successivi.

In caso di esclusione dalle negoziazioni di borsa le azioni di risparmio, se al portatore, sono trasformate in azioni nominative ed hanno il diritto di percepire un dividendo maggiorato di 0,1225 euro, anzichè di 0,1085 euro, rispetto al dividendo percepito dalle azioni ordinarie e privilegiate.

In caso di esclusione dalle negoziazioni delle azioni ordinarie, la maggiorazione del dividendo spettante alle azioni di risparmio, rispetto al dividendo percepito dalle azioni ordinarie e privilegiate, è aumentata a 0,140 euro per azione.

In caso di liquidazione, il patrimonio sociale è ripartito in ordine di priorità alle azioni di risparmio fino a concorrenza del loro valore nominale, alle azioni privilegiate fino a concorrenza del loro valore nominale, alle azioni ordinarie fino a concorrenza del loro valore nominale; l’eventuale residuo è ripartito in egual misura alle azioni delle tre categorie.

Policy e processi di gestione del capitale

Riguardo al capitale sociale e alle riserve delle società per azioni la normativa italiana stabilisce che:

  • Il capitale sociale della società non può avere valore inferiore a 120.000 euro.
  • Ogni variazione dell’importo del capitale sociale deve essere deliberata dall’Assemblea, la quale può attribuire delega al Consiglio di Amministrazione, per un periodo massimo di cinque anni, ad aumentare il capitale fino ad un ammontare determinato; l’organo assembleare ha inoltre l’obbligo di adottare gli opportuni provvedimenti quando risulta che il capitale sociale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite accertate, nonché di procedere alla riduzione del capitale sociale se entro l’esercizio successivo detta perdita non risulta diminuita a meno di un terzo. Se, per la perdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al di sotto del minimo legale sopra citato, l’Assemblea deve deliberare sia la riduzione del capitale che il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo, o la trasformazione della società.
  • Come indicato in precedenza è lo statuto della società che determina la partecipazione agli utili spettanti a ciascuna categoria di azioni di Fiat S.p.A.
  • La riserva sovrapprezzo azioni viene costituita se la società emette azioni ad un prezzo superiore al loro valore nominale e non può essere distribuita fino a che la riserva legale non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale.
  • Per quanto riguarda le azioni proprie, la società non può acquistare azioni proprie se non nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio regolarmente approvato. L’acquisto deve essere autorizzato dall’Assemblea e in nessun caso il valore nominale delle azioni acquistate può eccedere la quinta parte del capitale sociale.

Con riferimento al capitale sociale si ricorda, inoltre, che Il Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 3 novembre 2006, aveva esercitato la delega ex art. 2443 del Codice Civile per l’aumento di capitale riservato a dipendenti della Società e/o di società controllate nel limite dell’1% del capitale sociale ovvero di massimi 50 milioni di euro mediante emissione di massime n. 10 milioni di azioni ordinarie da nominali 5 euro cadauna, corrispondenti allo 0,78% del capitale sociale e allo 0,92% del capitale ordinario, al prezzo di 13,37 euro per azione, al servizio del piano di stock option a dipendenti descritto nel successivo paragrafo. Tale aumento di capitale avrà esecuzione subordinatamente al verificarsi delle condizioni del piano. A seguito della Scissione e della corrispondente riduzione del valore nominale delle azioni Fiat S.p.A. da 5 a 3,5 euro per azione, il capitale sociale potrà aumentare per massimi 35 milioni di euro.

Per il 2011, il Consiglio di Amministrazione ha proposto all’Assemblea degli azionisti il pagamento di un dividendo alle categorie speciali di azioni di complessivi 39,7 milioni di euro. La proposta di distribuzione del dividendo è così articolata:

  • 0,217 euro per azione privilegiata;
  • 0,217 euro per azione di risparmio.

Considerando che Fiat intende mantenere un elevato livello di liquidità e che sussistono restrizioni alla possibilità di Chrysler di distribuire dividendi ai propri soci, il Consiglio di Amministrazione ha deciso di non raccomandare, per il 2011, la distribuzione di un dividendo alle azioni ordinarie di Fiat.

Gli obiettivi identificati dal Gruppo nella gestione del capitale sono la creazione di valore per la generalità degli azionisti, la salvaguardia della continuità aziendale ed il supporto allo sviluppo del Gruppo. Il Gruppo intende pertanto mantenere un adeguato livello di capitalizzazione, che permetta nel contempo di realizzare un soddisfacente ritorno economico per gli azionisti e di garantire l’economica accessibilità a fonti esterne di finanziamento, anche attraverso il conseguimento di un rating adeguato.

Il Gruppo monitora costantemente l’evoluzione del livello di indebitamento in rapporto al patrimonio netto ed in particolare il livello di indebitamento netto e la generazione di cassa delle attività industriali.

Al fine di raggiungere gli obiettivi sopra riportati il Gruppo persegue il costante miglioramento della redditività dei business nei quali opera. Inoltre, in linea generale può vendere parte delle proprie attività per ridurre l’ammontare dei debiti, mentre il Consiglio di Amministrazione può proporre all’Assemblea degli azionisti la riduzione o l’aumento del capitale sociale oppure, ove consentito dalla legge, la distribuzione di riserve. In tale contesto il Gruppo realizza anche acquisti di azioni proprie, sempre nei limiti autorizzati dall’Assemblea degli azionisti, seguendo le stesse logiche di creazione di valore, compatibilmente con gli obiettivi di equilibrio finanziario e di miglioramento del rating.

Per capitale si intende sia il valore apportato dagli azionisti di Fiat S.p.A. (capitale sociale e riserva sovrapprezzo, al netto del valore delle azioni proprie, complessivamente pari a 5.259 milioni di euro al 31 dicembre 2011 – 7.261 milioni di euro al 31 dicembre 2010 prima della Scissione), sia il valore generato dal Gruppo in termini di risultati conseguiti dalla gestione (utili a nuovo ed altre riserve,  complessivamente pari, al lordo del risultato dell’esercizio a 2.927 milioni di euro al 31 dicembre 2011 e 3.287 milioni di euro al 31 dicembre 2010 prima della Scissione, esclusi gli utili e perdite iscritti a patrimonio netto ed il patrimonio netto di terzi).

Azioni proprie

Le Azioni proprie sono costituite da n. 38.568.458 azioni ordinarie emesse da Fiat S.p.A. per un valore di 289 milioni di euro (657 milioni di euro al 31 dicembre 2010).

La riduzione nel valore contabile delle azioni proprie rispetto al 31 dicembre 2010 è da attribuirsi alla Scissione ed al contestuale ricevimento, da parte di Fiat S.p.A. di n°38.568.458 azioni ordinarie di Fiat Industrial S.p.A. rilevate all’attivo della Situazione Patrimoniale – Finanziaria ad un valore iniziale pari a 368 milioni di euro, come descritto alla Nota 17.

Tali Azioni proprie erano state acquisite in base all’autorizzazione di acquisto di azioni proprie (il “Programma”) rinnovata dall’Assemblea degli azionisti del 27 marzo 2009 e già concessa dalla stessa Assemblea del 31 marzo 2008. L’autorizzazione prevedeva l’acquisto di un numero massimo di azioni proprie, delle tre categorie, tale da non eccedere il limite del 10% del capitale sociale, ed un controvalore massimo di 1,8 miliardi di euro, comprensivo delle riserve già vincolate per 657 milioni di euro. Al fine di mantenere la necessaria flessibilità operativa su un adeguato orizzonte temporale, e tenuto conto che tale autorizzazione scadeva in data 27 settembre 2010, l’Assemblea del 26 marzo 2010 aveva rinnovato per un periodo di 18 mesi, l’autorizzazione all’acquisto ed alla disposizione di azioni proprie anche attraverso società controllate, revocando contestualmente, per la parte non ancora eseguita alla data, l’analoga delibera assunta in data 27 marzo 2009. L’autorizzazione riguardava un numero massimo di azioni delle tre categorie tale da non eccedere il 10% del capitale sociale ed il controvalore massimo di 1,8 miliardi di euro, tenuto conto delle azioni Fiat già detenute dalla Società per 657 milioni di euro.

In data 16 settembre 2010 l’Assemblea Straordinaria di Fiat S.p.A. anche al fine di tenere conto della proposta di riduzione del valore nominale unitario delle azioni di Fiat S.p.A. da 5,00 euro per azione a 3,50 euro per azione conseguente alla Scissione, aveva approvato la limitazione dell’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie ad un controvalore massimo di 1,2 miliardi di euro, fermo restando il numero massimo di azioni, delle tre categorie, non eccedente il 10% del capitale sociale e quant’altro deliberato al riguardo dall’Assemblea degli azionisti del 26 marzo 2010, mantenendo la scadenza al 26 settembre 2011. Ribadendo che il programma di acquisto di azioni proprie permaneva sospeso, e tenuto conto della suddetta scadenza, allo scopo di continuare a mantenere la necessaria flessibilità operativa su un adeguato orizzonte temporale, l’Assemblea degli Azionisti del 30 marzo 2011 aveva approvato il rinnovo dell’autorizzazione all’acquisto, per la durata di diciotto mesi, di un numero massimo di azioni delle tre categorie tale da non eccedere il limite di legge sul capitale sociale ed il controvalore massimo di 1,2 miliardi di euro, comprensivo della riserva già vincolata a fronte delle azioni proprie in portafoglio, che dopo aver rilevato gli effetti della Scissione in precedenza descritti, ammontava a 289 milioni di euro.

In data 22 febbraio 2012, infine, il Consiglio di Amministrazione ha deciso di proporre all’Assemblea il rinnovo, per la durata di 18 mesi, dell’autorizzazione già in essere relativa all’acquisto di un numero massimo di azioni proprie delle tre categorie tale da non eccedere il limite di legge del capitale sociale ed il controvalore massimo di circa 1,2 miliardi di euro, comprensivo delle riserve già vincolate a fronte delle azioni proprie già in portafoglio per 259 milioni di euro. Tale autorizzazione è stata richiesta al fine di garantire la copertura dei piani di incentivazione basati su strumenti finanziari varati da Fiat S.p.A. nonché, più in generale, al fine di dotare la società di un’utile opportunità strategica di investimento per ogni finalità consentita dalle vigenti disposizioni.

Alla stessa data il numero di Azioni proprie risulta ridotto di 4.000.000 a seguito dell’assegnazione all’Amministratore Delegato delle azioni maturate nell’ambito del piano di stock grant 2009 (si veda Nota 25). Conseguentemente a tale data le Azioni proprie sono costituite da n°34.568.458 azioni ordinarie di Fiat S.p.A.

Riserve di capitale

Al 31 dicembre 2011 le Riserve di capitale, pari a 147 milioni di euro (601 milioni di euro al 31 dicembre 2010), sono state ridotte di 457 milioni di euro a seguito della Scissione.

Riserve di risultato

Le Riserve di risultato comprendono principalmente:

  • la riserva legale di Fiat S.p.A. per un valore pari a 524 milioni di euro al 31 dicembre 2011 (716 milioni di euro al 31 dicembre 2010) ridotta di 215 milioni di euro a seguito della Scissione;
  • gli utili a nuovo per complessivi 1.952 milioni di euro al 31 dicembre 2011 (utili a nuovo per 2.796 milioni di euro al 31 dicembre 2010);
  • l’utile di pertinenza dei soci della controllante per 1.334 milioni di euro al 31 dicembre 2011 (utile di 520 milioni di euro al 31 dicembre 2010);
  • la riserva per pagamenti basati su azioni per complessivi 52 milioni di euro al 31 dicembre 2011 (113 milioni di euro al 31 dicembre 2010).

Come meglio precisato nel seguito alla Nota 25, con la Scissione il sottostante dei piani di stock option e di stock grant in essere al 31 dicembre 2010 è stato adeguato consentendo ai legittimati ad esercitare o beneficiare dei diritti derivanti da tali piani, di ricevere, fermo restando il pagamento dello strike price prestabilito da ciascun piano, ovvero il rispetto della condizione di assegnazione gratuita, un’azione ordinaria Fiat S.p.A. e un’azione ordinaria Fiat Industrial S.p.A. per ogni diritto posseduto. Ai sensi dell’IFRS 2 – Pagamenti basati su azioni, tale modifica ha richiesto l’applicazione ai piani in essere di quanto previsto per gli strumenti finanziari composti (compound financial instruments) ed in particolare, la suddivisione di quanto rilevato in precedenza nella Riserva per pagamenti basati su azioni, tra la componente rappresentativa di una passività (il diritto della controparte a ricevere un’azione Fiat Industrial S.p.A.), e quella di patrimonio netto (il diritto della controparte a ricevere un’azione Fiat S.p.A.). Tutti i piani di stock option e di stock grant, ad eccezione della parte destinata ai manager del Piano 2006, per la quale era stato deliberato un aumento di capitale, saranno inoltre soddisfatti mediante l’utilizzo delle azioni proprie in portafoglio e di azioni Fiat Industrial ricevute a seguito della Scissione. L’adeguamento del sottostante dei piani sopra descritto ha comportato la riclassifica di una quota di tale riserva (pari a 62 milioni di euro) alla voce Altri fondi per i dipendenti e passività per pagamenti basati su azioni (Nota 26). Tale valore rappresenta, alla data di prima quotazione del titolo Fiat Industrial S.p.A., la quota parte del valore contabile della Riserva per pagamenti basati su azioni attribuibile a ciascun piano riferita alla componente dei piani che sarà servita mediante azioni Fiat Industrial S.p.A., determinata proporzionalmente ai valori di borsa dei due titoli alla stessa data.

Altri utili/(perdite) complessivi

Il valore degli Altri utili/(perdite) complessivi è così composto:

(in milioni di euro) 2011 2010
Utili/(perdite) su strumenti di cash flow hedge generati nel periodo (162) (143)
Utili/(perdite) su strumenti di cash flow hedge riclassificati a conto economico 2 314
Utili/(perdite) su strumenti di copertura in una copertura di flussi finanziari (cash flow hedge) (160) 171
     
Utili/(perdite) dalla rideterminazione di attività finanziarie available-for-sale generati nel periodo (42) (3)
Utili/(perdite) dalla rideterminazione di attività finanziarie available-for-sale riclassificati a conto economico - -
Utili/(perdite) dalla rideterminazione di attività finanziarie disponibili per la vendita (available-for-sale) (42) (3)
     
Utili/(perdite) derivanti dalla conversione dei bilanci di imprese estere generati nel periodo 452 770
Utili/(perdite) derivanti dalla conversione dei bilanci di imprese estere riclassificati a conto economico - (1)
Utili/(perdite) derivanti dalla conversione dei bilanci di imprese estere 452 769
     
Altre componenti di conto economico complessivo delle imprese consolidate con il metodo del patrimonio netto generate nel periodo (45) 87
     
Altre componenti di conto economico complessivo delle imprese consolidate con il metodo del patrimonio netto riclassificate a conto economico (18) 13
Altre componenti di conto economico complessivo delle imprese consolidate con il metodo del patrimonio netto (63) 100
     
Effetto fiscale relativo alle altre componenti di conto economico complessivo 15 3
Totale altri utili/(perdite) complessivi, al netto dell’effetto fiscale 202 1.040

L’effetto fiscale relativo agli Altri utili/(perdite) complessivi è così composto:

  2011 2010
(in milioni di euro) Valore lordo (Onere)/
Beneficio
fiscale
Valore Netto Valore lordo (Onere)/
Beneficio
fiscale
Valore Netto
Utili/(perdite) su strumenti di cash flow hedge (160) 14 (146) 171 4 175
Utili/(perdite) dalla rideterminazione di attività finanziarie available for sale (42) 1 (41) (3) (1) (4)
Utili/(perdite) derivanti dalla conversione dei bilanci di imprese estere 452 - 452 769 - 769
Altre componenti di conto economico complessivo delle imprese consolidate con il metodo del patrimonio netto (63) - (63) 100 - 100
Totale Altri utili/(perdite) complessivi 187 15 202 1.037 3 1.040

Le perdite rilevate direttamente a riserva adeguamento a fair value attività finanziarie available-for-sale è dovuto al decremento del fair value delle attività a cui si riferisce.

Interessenze di pertinenza di terzi

Le interessenze di pertinenza di terzi, pari a 3.533 milioni di euro al 31 dicembre 2011 (917 milioni di euro al 31 dicembre 2010) si riferiscono principalmente alle seguenti società controllate:

(% di competenza di terzi) Al 31 dicembre 2011 Al 31 dicembre 2010
Chrysler Group LLC 46,5 (*) -
Ferrari S.p.A. 10,0 15,0
Teksid S.p.A. 15,2 15,2
CNH Global N.V. - 11,1
(*) Considera l’effetto di diluizione dei Class A membership interests detenuti dai soci (inclusa Fiat) derivante dalla realizzazione dell’ultimo Performance Event contemplato dall’”Amended and Restated LLC Operating Agreeement” di Chrysler (l’ “Ecological Event”). La quota di interessenze di pertinenza di terzi senza tenere conto di tale “Event” è pari al 44,7%. A seguito del verificarsi dell’Ecological Event nei primi di giorni di gennaio 2012 la quota di interessenze di pertinenza di terzi di Chrysler è divenuta pari al 41,462%.

Gli effetti delle variazioni delle percentuali di interessenza del Gruppo Fiat nelle sue controllate sul patrimonio netto del Gruppo sono di seguito riepilogate:

(in milioni di euro) 2011 2010
Utile/(Perdita) attribuibile ai soci della controllante 1.334 520
     
Esercizio dell’opzione call sul 5% di Ferrari S.p.A. - (73)
Emissione di nuove azioni da parte di CNH Global N.V. - (5)
Acquisizione del 7,5% (su base diluita) del capitale di Chrysler (83) -
Altre minori - (3)
Trasferimenti netti da (alle) interessenze di pertinenza di terzi (83) (81)
Totale Utile/(Perdita) del periodo e trasferimenti netti da (alle) interessenze di pertinenza di terzi 1.251 439

 

 

 

 

 

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