14. Avviamento e attività immateriali a vita utile indefinita

Nel corso del 2011 e del 2010 le variazioni dell’Avviamento e delle attività a vita utile indefinita sono state le seguenti:

(milioni di euro) Al 31 dicembre 2010 (*) Investimenti Variaz.area
di consol
Svalutazioni Differenze
cambio
e altre
variazioni
Al 31 dicembre
2011 (*)
Valore lordo 1.272 - 8.621   971 10.864
Perdite di valore cumulate (192) - - (224) (5) (421)
Avviamento 1.080 - 8.621 (224) 966 10.443
             
Marchi 3 - 2.489 - 278 2.770
Avviamento e attività immateriali a vita utile indefinita 1.083 - 11.110 (224) 1.244 13.213
(milioni di euro) Al 31 dicembre 2009 (*) Investimenti Variaz. area di consol Svalutazioni Differenze
cambio
e altre
variazioni
Riclassifica a Discontinued
Operation
Al 31 dicembre
2010(*)
Valore lordo 3.437 - - - 194 (2.359) 1.272
Perdite di valore cumulate (661) - - - (42) 511 (192)
Avviamento 2.776 - - - 152 (1.848) 1.080
               
Marchi 165 - - - 12 (174) 3
Avviamento e attività immateriali a vita utile indefinita 2.941 - - - 164 (2.022) 1.083
(*) I valori si riferiscono alle Continuing Operation.

Marchi

I Marchi sono quasi interamente attribuibili al settore Chrysler. Il valore di 2.770 milioni di euro rilevato al 31 dicembre 2011 comprende principalmente i marchi Chrysler, Dodge, Ram, Jeep e Mopar. Tali diritti sono tutelati dal punto di vista legale attraverso registrazione presso le autorità competenti e attraverso il loro uso nella prassi commerciale e sono stati considerati come attività immateriali a vita utile indefinita perché per essi non esistono elementi legali, contrattuali, competitivi o economici che ne limitano la vita utile o l’utilizzo.

Il valore recuperabile dei marchi è verificato almeno una volta l’anno e il Gruppo riconosce una perdita di valore se il valore contabile dei marchi è superiore al loro valore recuperabile. Ai fini del test di impairment i Marchi sono stati attribuiti alla cash-generating unit Chrysler, le principali assunzioni utilizzate nella determinazione del valore d’uso di tale cash-generating unit sono descritte nel seguito.

Avviamento

L’avviamento è allocato alle cash-generating unit che beneficiano delle sinergie consentite dall’acquisizione che lo hanno generato. Il saldo della voce Avviamento è così allocato ai settori del Gruppo:

(in milioni di euro) Al 31 dicembre 2011
Al 31 dicembre 2010 (*)
Chrysler 9.585 -
Ferrari 786 786
Magneti Marelli 51 121
Prodotti Metallurgici 11 18
Fiat Group Automobiles 8 18
Fiat Powertrain 2 2
Mezzi e Sistemi di Produzione - 135
Totale valore netto Avviamento
10.443 1.080
(*) I valori si riferiscono alle Continuing Operation.

Ai sensi dello IAS 36 l’avviamento non è soggetto ad ammortamento ma a verifica per riduzione di valore con cadenza annuale, o più frequentemente, qualora si verifichino specifici eventi e circostanze che possono far presumere una riduzione di valore. Il test di impairment è svolto attraverso il confronto tra il valore netto contabile ed il valore recuperabile della cash-generating unit a cui è stato allocato l’avviamento, determinato con riferimento al maggiore tra il fair value al netto dei costi di vendita ed il valore d’uso della cash-generating unit.

L’Avviamento generato dall’acquisizione di Chrysler, rappresentativo del 92% circa del valore complessivo della voce al 31 dicembre 2011, è stato allocato, unitamente ai Marchi, interamente alla cash-generating unit corrispondente al settore Chrysler. La stima del valore d’uso della cash-generating unit a questi fini si è basata sulle seguenti ipotesi:

  • I flussi di cassa futuri attesi sono quelli derivanti dal piano strategico 2010-2014 di Chrysler presentato il 4 novembre 2009 e dalla stima dei flussi di cassa futuri attesi per il 2015 coerenti con tali proiezioni. Tale piano, i cui obiettivi per il 2010 e il 2011 sono già stati raggiunti da Chrysler, e le proiezioni per il 2015 rappresentano la miglior stima del management sulle performance operative future della cash-generating unit nel periodo considerato. I flussi di cassa futuri attesi sono riferiti alla cash-generating unit nelle sue condizioni attuali ed escludono la stima di flussi di cassa futuri che potrebbero derivare da piani di ristrutturazione futuri o altri cambiamenti strutturali.
  • I flussi di cassa futuri attesi sono stati stimati in dollari USA, ovvero nella valuta in cui tali flussi saranno generati, tenuto conto del mercato in cui Chrysler principalmente opera e sono attualizzati ad un tasso di sconto appropriato per tale valuta.
  • I flussi di cassa futuri attesi sono riferiti ad un periodo di 4 anni e includono un valore terminale normalizzato impiegato per esprimere una stima sintetica dei risultati futuri oltre l’arco temporale esplicitamente considerato. Considerando il contesto di mercato in cui opera Chrysler, un tasso di crescita di lungo periodo compreso tra il 2% ed il 3% potrebbe essere ritenuto ragionevole. Tuttavia, nella stima del valore in uso a questi fini il valore terminale è stato determinato sulla base di un tasso di crescita di lungo periodo (g) prudenziale pari allo 0%.
  • Nell’ipotesi di base, il tasso di sconto dopo le imposte utilizzato per attualizzare i flussi di cassa futuri attesi dopo le imposte è pari al 9,7%. Tale tasso riflette la valutazione corrente di mercato del valore temporale del denaro per il periodo considerato e i rischi specifici della cash-generating unit considerata. Il tasso di sconto è stato determinato con riferimento al costo medio ponderato del capitale, utilizzando la tecnica del Capital Asset Pricing Model (“CAPM”) in cui il rendimento dei titoli privi di rischio (“risk free rate”) è stato calcolato con riferimento alla curva dei tassi di rendimento dei titoli di stato statunitensi di lungo termine mentre il coefficiente di rischiosità sistematica non differenziabile (β) e il rapporto tra debito e capitale sono stati estrapolati dall’analisi di un gruppo di imprese comparabili operanti nel settore automobilistico. Parimenti è’ stata eseguita una sensitivity analysis sull’ipotesi di base assumendo diversi scenari di crescita del premio di rischio. Anche incrementando il tasso di sconto dal 9,7% fino al 13%, e assumendo sempre un tasso di crescita di lungo periodo pari allo 0%, il valore recuperabile della cash-generating unit rimarrebbe comunque superiore al suo valore contabile.

Con riferimento al settore Ferrari, la cash-generating unit considerata corrisponde al settore stesso nel suo complesso ed i flussi di cassa considerati sono quelli operativi che derivano sia dalle stime insite nel budget 2012, sia nelle previsioni dell’andamento del business operate in senso cautelativo, tenendo conto delle incertezze nel contesto economico-finanziario globale, estrapolate per gli anni successivi sulla base di un tasso di crescita di medio/lungo termine specifico del settore pari al 2%. Tali flussi di cassa sono poi attualizzati ad un tasso dopo le imposte pari all’8,7%. Con riferimento all’avviamento del settore Ferrari, si precisa che il valore recuperabile della cash-generating unit è significativamente superiore al relativo valore contabile; inoltre, l’esclusività del business, la sua redditività storica e le prospettive reddituali consentono di ritenere il valore contabile sempre recuperabile, anche in presenza di condizioni economiche e di mercato difficili.

Infine, nel corso dell’esercizio, in presenza di specifici indicatori di impairment, il Gruppo ha condotto una verifica circa la recuperabilità del valore contabile di alcuni avviamenti minori allocati alle cash-generating unit Pico, System e Comau Mexico del settore Comau, e ad altre cash-generating unit minori dei settori Magneti Marelli, Fiat Group Automobiles e Prodotti Metallurgici. In particolare, per queste cash-generating unit è stato determinato il valore in uso con riferimento ai flussi di cassa operativi determinati sulla base delle migliori informazioni disponibili al momento della stima e desumibili dai rispettivi piani strategici 2010-2014, opportunamente rivisti per tenere conto dell’aggiornamento dei prevedibili sviluppi e anche in conseguenza dell’integrazione di Fiat con Chrysler, estrapolati per gli anni successivi e attualizzati utilizzando un tasso di sconto, in linea con quello adottato al 31 dicembre 2010, e rettificato per tenere conto dei rischi specifici delle singole cash-generating unit. Tali aggiornamenti delle valutazioni economiche e delle stime hanno portato alla svalutazione complessiva di avviamenti per 224 milioni di euro, rilevata interamente a conto economico nel 2011 alla voce Altri proventi (oneri) atipici e riferita al settore Comau per 130 milioni di euro, al settore Magneti Marelli per 69 milioni di euro e al settore Fiat Group Automobiles per 17 milioni di euro. Per i settori Magneti Marelli e Teksid, le stesse analisi hanno condotto, anche alla svalutazione di attività iscritte tra gli Immobili, impianti e macchinari (si veda la Nota 16).

Interactive data

© 2012 FIAT S.p.A - P.IVA 00469580013